La tecnologia avanza e con essa la possibilità di trovare soluzioni che aiutino le persone nel quotidiano. Gli incidenti causati dal “colpo di sonno” ad esempio possono avere conseguenze drammatiche, ma l’innovazione sta facendo passi da gigante per diminuirne l’incidenza. Ad oggi molti costruttori come Audi, Volvo e Mercedes, utilizzano un sistema in grado di capire i segnali di stanchezza del guidatore monitorando i movimenti dell’auto come l’angolo di sterzata, il cambio di corsia e le condizioni della strada. Nel momento in cui vengono rilevati segnali di stanchezza o disattenzione, il guidatore viene invitato a fare una pausa con un segnale visivo (solitamente una tazzina di caffè) ed acustico.

I costruttori e i loro fornitori di servizi stanno però lavorando a soluzioni tecnologiche che vanno ben oltre l’immagine di un caffè.

Bosch, l’azienda tedesca produttrice di componenti per autovetture, sta sviluppando un sistema che porterà, nella prossima decade, ad auto capaci di guidare da sole. Il veicolo si assumerà la completa responsabilità di tutti i compiti di guida e allo stesso tempo un sistema di telecamere interne controllerà che il guidatore non si addormenti monitorando i movimenti dei suoi occhi.

L’azienda inglese Plessey invece ha sviluppato dei sensori da inserire nel sedile del guidatore che monitorano i cambiamenti della frequenza cardiaca e della respirazione in modo da prevedere i segnali di stanchezza ancor prima dei sistemi basati sui movimenti della testa o degli occhi del conducente.

Al CES, la più importante fiera di elettronica di consumo che si tiene a Las Vegas una volta all’anno, il fornitore francese di tecnologie automobilistiche Valeo ha presentato alcune innovazioni tra cui un sistema che rilascia una fragranza energizzante per incoraggiare la concentrazione del guidatore nel momento in cui ne rileva la stanchezza.

La collaborazione quasi decennale tra Audi e NVIDIA ha ora come obiettivo di immettere sul mercato entro il 2020 una macchina con pilota automatico di livello 4, un veicolo cioè completamente autonomo nella guida, ma con opzioni di guida per il guidatore umano. E Audi ha già mostrato un prototipo all’ultimo CES di Las Vegas: un Q7 con intelligenza artificiale in grado di reagire agli ostacoli che trova davanti a sè in modo autonomo [qui il video]. L’auto è equipaggiata con la piattaforma NVIDIA DRIVE PX 2 che capisce in tempo reale ciò che accade intorno al veicolo e pianifica il percorso sicuro da seguire individuando precisamente la sua posizione su una mappa.

Le auto in futuro però non solo saranno in grado di guidare in modo completamente autonomo, ma comunicheranno anche tra loro. Il gruppo General Motors ha annunciato di aver introdotto sulle Cadillac 2017 CTS la tecnologia V2V (Vehicle-to-Vehicle) che permette ai veicoli equipaggiati con questo sistema di condividere informazioni utili ad avvisare i guidatori di un potenziale pericolo imminente. Immaginiamo un esempio pratico: un palazzo ostruisce la visuale quindi né il guidatore né i sensori dell’auto sono in grado di vedere l’avvicinarsi a folle velocità di un’altra auto, con questa tecnologia la Cadillac CTS è in grado di avvisare il guidatore dell’arrivo dell’altra Cadillac nonostante non sia ancora nel campo visivo. Questo sistema permette di comunicare la posizione, la velocità, la direzione di marcia e il traffico ad un’auto che si trova fino a 300 metri di distanza.

Cadillac CTS v2v

Cadillac

Cadillac CTS v2v

Cadillac

I limiti per ora sono evidenti: la comunicazione è possibile solo tra due Cadillac CTS equipaggiate con lo stesso sistema tecnologico. BMW e Mercedes-Benz si trovano nelle medesime condizioni: entrambe utilizzano sistemi di allerta su alcune autovetture, ma possono comunicare solo con specifici modelli di auto con le stesse caratteristiche.

Un altro problema riguarda le frequenze sulle quali dovrebbe viaggiare il segnale, il provider di telecomunicazioni Verizon negli Stati Uniti sta già pianificando una rete 5G, ma non sarà pronta prima del 2020.

Nell’attesa di questi avanzamenti tecnologici, ricordiamoci sempre che prima che di auto intelligenti, il mondo ha bisogno di automobilisti intelligenti.

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Isabella Fresia

Giornalista pubblicista, laureata in Scienze dei beni culturali all'Università degli Studi di Milano, fotografa di moda e appassionata di auto e viaggi!

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